Team building in barca a vela:
Per praticare la vela, sia a livello agonistico che amatoriale, l’uomo si sposta dal suo ambiente naturale, la terra, e, una volta mollati gli ormeggi, affronta una nuova realtà, il mare, a bordo di un mezzo che, per quanto confortevole ed organizzato, impone disciplina, autocontrollo, capacità di autogestione, rispetto degli spazi comuni, spirito di gruppo e capacità di adattamento non comuni.
Le aree di intervento:
• Tra i requisiti importanti per la vittoria di una sfida (sportiva o aziendale) è necessario lo spirito di gruppo: disciplina, capacità di adattamento, rispetto degli spazi comuni, capacità di creare un mix bilanciato tra qualità professionali e caratteristiche umane. Il gruppo è più importante delle singole individualità;
• Comunicazione tra persone di estrazione eterogenea: bisogna trovare un linguaggio comune e lavorare per annullare e non per approfondire le diversità di cultura e preparazione professionale, tanto da arrivare al "silent drill" l’allenamento in silenzio, che è sempre una metafora eccezionale da proporre;
• Il committment: lo scopo ( la vittoria, la conquista del mercato) deve essere chiaro e deve essere perseguito da tutti con dedizione e convinzione;
• Il team ha un obiettivo comune e condiviso, che è quello finale, per raggiungere il quale ognuno deve perseguire e monitorare costantemente il raggiungimento dell'obiettivo parziale che gli è stato assegnato (es. controllare le vele, preparare l'assetto della barca, gestire il team);
• La riuscita di una sfida (aziendale o sportiva) dipende dalla corretta pianificazione del team e delle risorse economiche: dalla realizzazione dell'organigramma alla gestione del budget;
• Il numero delle persone e il budget sono questi sempre predefiniti e vanno gestiti in modo tale da arrivare all'obiettivo finale;
• Concetto di interdipendenza tra la squadra di terra e quella in mare: chi fa (e quindi raccoglie il successo e la visibilità) è altrettanto importante di chi prepara le condizioni per agire (la barca, l'analisi delle condizioni meteorologiche e delle variabili) o racconta quel che si è fatto (la comunicazione, l'ufficio stampa, ecc.);
• La strategia di una sfida (es. Coppa America) nasce sempre dalla considerazione della presenza e del valore degli avversari da battere, delle armi a loro disposizione, delle scelte che stanno perseguendo: non si combatte mai da soli ma contro qualcuno (nel nostro caso i competitor sul mercato). Più si conosce l'avversario, maggiori saranno le possibilità di vincere;
• Lo skipper (e quindi i responsabili dei singoli reparti) sono i più motivati sull'obiettivo finale, perchè sono coloro che hanno ricevuto in prima persona l'incarico di vincere dal cliente (sponsor o finanziatore) dell'operazione. Saranno, per forza di cose, esigenti. A volte le loro decisioni potranno sembrare oscure o contraddittorie, ma soltanto loro in realtà hanno una visione a 360° dell’operazione e dei suoi problemi. Se avranno saputo conquistare la fiducia dell’equipaggio saranno seguiti e assecondati fino alla fine.
Le altre attività outdoor:
• Rafting;
• Orienteering;
• Adventure travels. |