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Veneranda Biblioteca Ambrosiana |
| Sala Federiciana |
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Detta anche Sala Antica o Sala del Seicento, è il punto centrale prospettico oltre il quale si dipana il corpo primitivo del complesso edilizio dell'Ambrosiana, che prosegue con il Peristilio, la Sala Ceriani, la Sala Iemale e i due grandi locali costituiti dalla Sala Fagnanie dalla Sala Custodi.
La grandiosa Sala fu costruita per volere di Federico Borromeo tra il 1603 e il 1609 dagli architetti Francesco Maria Ricchino e Lelio Buzzi. Offesa e devastata dalle bombe anglo-americane nell'agosto 1943 - con la irrecuperabile perdita di 50.000 volumi a stampa del XVI e XVII costituenti il fondo librario originario, nonché del grande Globo Geografico secentesco dono del card. Cesare Monti - fu ristrutturata nel dopoguerra anche grazie all'intervento del Governo italiano e dei suoi Corpi deputati alla generale ricostruzione del Paese. Nel corso del ripristino vennero applicate nuove salde scaffalature al posto delle secentesche scomparse, mentre il vecchio cotto del pavimento fu sostituito dalla solennitą del marmo.
La Sala era gią tra le più belle e sontuose delle biblioteche a tipo antico e principesco in Europa: volta imponente, stucchi meravigliosi a colori e in oro distesi sotto la volta a maniera di interminabili ed elegantissime trine, scaffalature in legno di noce splendidamente intagliate nel barocco dell'epoca. Il ricco cornicione, all'altezza di circa 10 m. dal pavimento, determina l'imposta della volta nel senso longitudinale, ripartita a grandi riquadri riccamente decorati da stucchi e dorature, raggiungendo alla sommitą l'altezza di 15 m. dal suolo.
Era questa la Biblioteca Ambrosiana che Federico chiamava con semplicitą "la Libraria" e il Canzoni, descrivendo l'istituzione borromaica nei Promessi Sposi, si riferiva in particolare al contenuto di questo ambiente. Lungo i ballatoi che cingono i quattro lati della Sala spicca una serie di 90 ritratti secenteschi a mezzo busto rappresentanti gli uomini illustri in tutti i campi dell'ingegno umano. Furono eseguiti per lo più dai pittori classicheggianti Antonio Mariani e da Giuseppe Franchi su modelli presi in parte dal Museo Giovio di Como e in parte da musei e case patrizie di Roma e Torino. In alto, sopra le scaffalature, al di lą e lungo la linea del grande fregio perimetrale, sono inseriti altri 82 ritratti di uomini insigni per virtù e per impegno cristiano - i Santi - incorniciati in preziose merlettature di stucchi. |
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 Caratteristiche tecniche |
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Dimensioni: m. 23,80 x 9,90
Illuminazione: indiretta con lampade a ioduri per illuminazione volta. Diretta sulle libreria con lampade fluorescenti.
Numero massimo di persone all'interno della sala: 100.
Guardaroba: non disponibile. |
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 Caratteristiche tecniche
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12 vetrine blindate e illuminate all'interno con fibre ottiche.
Altezza espositiva m. 0,80 (3 vetrine dimensione utile m. 20 x 1,20 x 0,40 + 6 dimensione utile m. 1,20 x 2,00 x 0,40 + 1 a torre m. 0,80 x 0,80 x 1,00) |
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 Le sale |
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